L’avvocato
Fissava svuotato il riflesso evanescente, sulla coppa martini oleosa, della sua nuca bluastra riflessa dalla vetrata brillante di croste opacizzanti e polverose del negozio sulla coppa martini oleosa, rorida delle ultime e tenaci gocce del suo turbamento emotivo serale autoindotto, gioendo di sé stesso e della sua nuca fiera e bluastra, fredifraga di buone intenzioni. Ma quel riflesso di nuca bluastra riflessa in una coppa martini oleosa non poteva sapere, vibrante com’era sul finto cristallo unto e dai liquidi contorni cangianti e sfumati, che all’incetta monetaria e fraudolenta degli animi e dello speranzoso credere umano, sarebbe corrisposto, per compensazione divina, quella sera stessa, sulla porcellana bianca ove anche i tiranni e i papi aprono il culo, un prolasso intestinale.